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CBD e antibatterico: antibiotico contro i batteri resistenti ai farmaci

CBD e antibatterico: antibiotico contro i batteri resistenti ai farmaci

Già nel 2008, dopo uno studio portato avanti dall'università del Piemonte Orientale di Novara e la school of Pharmacy dell'University of London, si è scoperto che la somministrazione di cannabinoidi naturali riuduceva la diffusione di batteri resistenti ai farmaci incluso l'MRSA (Staphyloccus Aureus).

Ultimi aggiornamenti in campo scientifico sul CBD

Nel 2019, a quasi 10 anni, il ricercatore Mark Blaskovich dell'Institute of Molecular Bioscience's Centre for Superbug Solutions della University of Queensland ha scoperto che il CBD è una vera e propria risorsa, l'oro verde della medicina naturale, un potente antibiotico in grado di combattere tantissimi batteri Gram-positivi. 

Mark Blaskovich con il suo equipe di scienziati australiani della University of Queensland, in collaborazione con una società che studia il CBD, la Botanix Pharmaceuticals Ltd, hanno scoperto che il cannabidiolo possiede la formidabile capacità di uccidere anche quei batteri che sono diventati resistenti ai farmaci. Scoperta ancora più sensazionale è che l'effetto prolungato dei cannabinoidi non ne riduce la sua potenza, a differenza degli antibiotici. Una svolta sensazionale per il mondo della medicina alternativa e un durissimo colpo per le case farmaceutiche e il loro monopolio.

Sviluppi scientifici raggiunti e ormai indiscutibili

Ormai è risaputo che il CBD ha un potenziale terapeutico che necessita maggiore studio, maggiore investigazione. Già è stato pienamente approvato per il trattamento di ansia, dolori, infiammazioni, epilessia. Ultimamente sta prendendo ampio sviluppo anche in ambito sportivo (per maggiori dettagli leggi l'articolo CBD e sport: scopri i benefici del CBD negli sportivi)


Più tempo passa, e più studi continuano a dimostrare che la canapa è senza dubbio una pianta da un potenziale incomparabile. Le sue proprietà continuano a sorprendere la comunità scientifica. Perché allora non continuare le indagini? Perché non investigare sulle innumerevoli proprietà ancora nascoste che questa pianta ci riserba? Tu cosa ne pensi a riguardo? Scrivici nel commento e scopriamo insieme i differenti punti di vista.

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